Cronaca

25 anni dopo il suo omicidio, nel ricordo di Genovese Pagliuca

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25 anni fa il clan dei Casalesi uccideva Genovese Pagliuca e stamattina il giovane teverolese, vittima innocente di camorra, è stato ricordato a Teverola con una solenne messa celebrata da don Stefano Giaquinto, parroco di Casagiove, e da don Evaristo Rutino parroco della chiesa “San Giovanni evangelista”.

Nel giorno dell’ultimo saluto a mamma Jolanda, il ricordo di Genovese

In una chiesa gremita, l’iniziativa, patrocinata dal Comune di Teverola e promossa dall’associazione Sì Teverola onlus, Comitato don Diana, coordinamento provinciale di libera, Masci, Agesci e Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, ha voluto ricordare alla comunità teverolese il sacrificio di un ragazzo perbene che, per difendere il suo amore, cadde sotto i colpi di efferati camorristi.

Proprio nel giorno dell’ultimo saluto a mamma Jolanda, mamma di don Peppe Diana, la memoria di Genovese è stata onorata oltre che con una partecipata celebrazione religiosa, anche con un corteo per raggiungere il luogo in cui oggi è situato un cippo marmoreo dedicato alla giovane vittima.

Giovanna Pagliuca: ” Non vedo quelli che conoscevano mio fratello!”

In chiesa, Giovanna Pagliuca, sorella di Genovese, sull’altare accanto al coordinatore del Comitato Don Diana, Valerio Taglione, non è intervenuta ma, alla fine del corteo, ha voluto lanciare il suo grido di dolore, facendo appello a “una comunità che deve essere più unita nel ricordo”. Giovanna ha voluto condividere l’amarezza per quanti, in questi 25 anni, hanno lasciato sola la sua famiglia. “ Oggi – ha detto – vedo più i volti di persone che non conoscevano mio fratello che quelli di coloro che in vita sono stati suoi amici”.

Solidarietà e vicinanza per la famiglia

“Giovanna saprà abbracciare chi vorrà ritornare sui suoi passi ed essere accanto alla sua famiglia”, ha detto Michele Martino, referente Libera Benevento. “La scuola sarà sempre presente per onorare la memoria di Genovese”, ha assicurato la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Ungaretti, Adele Caputo. Il sindaco Tommaso Barbato si è detto “orgoglioso di vivere una giornata in ricordo di un giovane coraggioso del nostro territorio”. L’ex sindaco Dario Di Matteo, che al suo insediamento in Comune dispose la collocazione di un cippo marmoreo di dimensioni notevoli per impedire che, come accaduto in passato, potesse essere rimosso, ha affermato: “Genovese è vittima innocente nel nostro cuore e nel segno della verità che tutti conosciamo”.

Legami rinsaldati nel nome della verità e della giustizia

Una giornata di dolore che è stata anche occasione per celebrare i legami che si rinsaldano nel nome della giustizia e dell’impegno, con gli scout che hanno cantato in chiesa sulle note della chitarra della caposcout Gabriella Patricolo; con l’abbraccio dei familiari delle vittime, Bruno Vallefuoco, Carmen Del Core, Salvatore Di Bona, Rossana Pagano e Bruno Vallefuoco; e poi la vicinanza del legale della famiglia Gianni Zara, del coordinatore provinciale di Libera Gianni Solino, delle associazioni locali con in testa Antonio Zacchia, instancabile promotore dell’iniziativa, dell’ex dirigente scolastica Rina Genovese.

Il riconoscimento ufficiale di vittima innocente di camorra

Genovese ancora attende il riconoscimento ufficiale da parte dello Stato, nonostante una sentenza passata in giudicato abbia messo nero su bianco la sua innocenza. La battaglia per rendere giustizia alla memoria di Genovese Pagliuca portata avanti da tempo dalla famiglia e dalle associazioni, richiede ancora molti sforzi e un impegno concreto. A nulla ovviamente servono, se non a celebrare l’ipocrisia, speculazioni dell’ultima ora.

Alessandra Tommasino

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