Cronaca

A Trentola Ducenta la gara d’appalto per le luminarie è finta, i carabinieri scoprono il ‘gioco’

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di Tina Cioffo – A Trentola Ducenta l’indagine lampo dei Carabinieri di Aversa scoprono un sistema di corruttela con 14 persone coinvolte.

E’ un’indagine lampo e probabilmente vista la vastità oltre che la delicatezza della tematica entrerà negli annali della storia investigativa. A farla sono stati i Carabinieri del gruppo di Aversa al comando del colonnello Donato D’Amato. L’attività di indagine è stata strettamente seguita dal tenente Diego Montella. Sotto la lente di ingrandimento dei carabinieri, con tanto di intercettazioni ambientali e telefoniche oltre che di una ricostruzione documentale degli atti, è l’amministrazione comunale di Trentola Ducenta guidata dal sindaco Andrea Sagliocco finito ai domiciliari. Si tratta di condotte di concussione, corruzione, falso, turbativa delle procedure di affidamento di lavori o incarichi, abuso d’ufficio, peculato dirette a favorire interessi privati a scapito dell’unico interesse che dovrebbe perseguirsi, quello pubblico.

Ordinanza  lunga e dettagliata

Eppure si tratta di un’amministrazione eletta da appena un anno. Nella corposa ordinanza di circa 600 pagine c’è di tutto, dalle luminarie natalizie al supermercato Decò. Il quadro che ne esce, al di là di quelle che saranno le risultanze del procedimento che ne seguirà, è desolante. Il sindaco Sagliocco, così come emerge dall’attività di indagine, si preoccupa di far bonificare il suo ufficio ed i microfoni diventano una preoccupazione anche per l’avvocato Saverio Griffo, finito ai domiciliari con il sindaco, che in un’occasione in particolare, mentre viene ripreso da una telecamera istallata dai carabinieri, esamina personalmente la presa di corrente dove un’elettricista il giorno prima aveva trovato un microfono. Ma se ogni cosa fosse stata fatta in piena trasparenza, perché preoccuparsi di essere ascoltati o visti?

L’appalto alla Addario senza concorrenti ed inviti a mail di fantasia

La vicenda dell’appalto per le luminarie natalizie è, ancora una volta, testimonianza di come gli affari comunali venivano gestiti dall’amministrazione Sagliocco, favorendo cioè gli “amici” senza il minimo riguardo all’interesse comune”, scrivono gli inquirenti. In questo caso i lavori, deliberati il 23 novembre del 2018 vengono affidati alla ditta Addario di Casal di Principe, per un importo di 8.540,00 iva inclusa al termine di un iter amministrativo che ha solo la parvenza (ma non la sostanza) di una gara pubblica. Ed infatti, la ditta vincitrice era già stata scelta e nessun concorrente viene messo in condizione di competere. Il sindaco, il consigliere comunale Nicola Zagaria e il dipendente comunale, Agostino Fabozzi, avevano, in realtà, già individuato la ditta che doveva svolgere il lavoro. Il preventivo della ditta Addario per il lavoro in questione giunge al Comune il 27 novembre, ovvero il giorno prima della trasmissione dell’invito alle tre ditte. Sulle cifre indicate vengono poi modellate le prestazioni da eseguire. In effetti gli si costruisce un abito su misura.

 Un problema di tempi? Non solo

La mail invito viene in realtà mandata ad indirizzi di fantasia e non alle ditte, quindi nessuno mai avrebbe potuto presentare un preventivo concorrente a quello della Addario, individuata già il giorno dopo la delibera di giunta. Tanto che il 24 novembre ( a delibera è del 23 novembre) il consigliere Nicola Zagaria, chiama, per il tramite dell’imprenditore Mazzara (“mani in pasta”), il titolare della ditta Addario chiedendogli la sua disponibilità all’istallazione delle luminarie. E’ chiaro che tutto viene poi- secondo le indagini- fatto ad arte: la determina di affidamento e gli atti successivi. Nella faccenda c’è l’interessamento anche di Elena Bassolino in qualità di Responsabile dell’Area Lavori Pubblici e Manutenzione del Comune di Trentola Ducenta (che firma la determina di invito alle ditte identica al contenuto del preventivo e di affidamento finale; di Zagaria che contatta la Addario; di Fabozzi che predispone il contenuto dell’invito ricalcando il preventivo della ditta Addario e finge di mandare le mail con l’invito alle altre due ditte. Per loro tre è scattata la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Caserta e della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio per un anno. Per Giovanni Addario, titolare della ditta, il Gip Antonio Santoro, ha previsto la misura cautelare dell’obbligo di firma. La vicenda viene seguita direttamente dal sindaco Sagliocco.

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