Cronaca

Controllo del territorio, quaranta telecamere a Villa Literno

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Quaranta nuove telecamere per il controllo del territorio, è il progetto lanciato a Villa Literno che entro un mese andrà in gara. Il finanziamento del Ministero dell’Interno servirà per monitorare il un’area di oltre 70 chilometri quadrati, che ha un comando della Polizia Municipale con un solo uomo dotato di poteri di polizia giudiziaria. 




Telecamere a Villa Literno

Con un importo di 580 mila euro finanziato dal Ministero dell’Interno, può essere varato a Villa Literno il piano per il controllo del territorio. Quaranta nuove telecamere saranno installate su un’area che per estensione è la seconda della provincia di Caserta. Inoltre già da qualche anno l’ufficio di polizia municipale liternese è sguarnito ed ha un solo uomo dotato di poteri di polizia giudiziaria. Quindi controllare il territorio e prevenire i fenomeni, come quelli legati agli sversamenti abusivi risulta ancora più complicato. “Abbiamo effettuato una riunione sia con le forze dell’ordine che con i tecnici, individuando i punti critici in cui installare le telecamere, entro un mese la gara d’appalto verrà bandita” fa sapere il sindaco Nicola Tamburrino. Le telecamere saranno dotate anche di riconoscimento della targa e potranno essere un deterrente per chiunque ha intenzione di compiere reati, anche quelli legati allo sversamento illegale di rifiuti e l’incendio degli stessi. Chi controllerà la rete di telecamere? La sala monitor sarà allestito all’interno del Comune e ad occuparsene in prima battuta sarà il comandante della Polizia Municipale e gli Lsu, ma la password di accesso remoto al sistema potrà essere consegnata anche ad altri esponenti di forze dell’ordine come i carabinieri della locale stazione.

L’incendio all’isola ecologica

Proprio la presenza dell’occhio elettronico in questi giorni è stato fondamentale per individuare un tunisino senza fissa dimora che ha dato fuoco all’isola ecologica di Villa Literno. L’uomo è stato individuato subito dai carabinieri della compagnia di Casal di Principe grazie alla registrazione delle videocamere presenti all’interno della struttura. L’assenza di telecamere ha invece inciso negativamente sulle minacce rivolte al consigliere Antonio Ucciero, che a luglio scorso ha ricevuto un biglietto all’interno della cassetta della posta ma il responsabile non è stato ancora individuato.

Gli altri territori

Se Villa Literno può installare quaranta nuove telecamere, non si può dire lo stesso per i paesi limitrofi come Casal di Principe, San Cipriano e Casapesenna. In questi anni i tre comuni hanno siglato il Patto per la Terra dei fuochi, che ha distribuito 80 mila euro nelle casse degli Enti che hanno così potuto acquistare ed installare 13 telecamere. Poche su un territorio molto vasto come quello dell’area dell’ex Albanova dove l’abbandono e l’incendio di rifiuti sono un fenomeno sempre presente, soprattutto d’estate. In territori simili risulta fondamentale avere delle telecamere per scoraggiare l’abbandono indiscriminato di rifiuti di ogni tipo nelle aree periferiche, dove spesso anche i rifiuti speciali vengono accumulati di proposito per poi essere bruciati.

Le telecamere che non funzionano

A Casal di Principe e non solo, però, c’è anche un altro tipo di problema quello delle telecamere che avrebbero lo scopo di aiutare le forze dell’ordine nell’individuare i crimini compiuti. Le strutture sono ancora in piedi ma oramai dal 2015 non funzionano. Furono istallate tra il 2008 e il 2009 con un finanziamento del Pon sicurezza di circa un milione e 400mila euro. La motivazione del progetto era chiara, scritta nero su bianco: “rendere il territorio meno aggredibile da fattispecie criminose che rappresentano un grave ostacolo allo sviluppo economico, alla civile convivenza, alla qualità e produttività del lavoro e all’attrattività dei territori”.

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