Ambiente Cronaca

Incendio Be.Ma. di Villa Literno, Muroni interroga il governo

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La parlamentare Rossella Muroni ha presentato un’interrogazione al governo dopo l’incendio della piattaforma Be. Ma di Villa Literno

Incendio alla Be.Ma di Villa Literno: la deputata di Liberi e uguali, Rossella Muroni ha interrogato i ministri dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, della Salute, dell’Interno e della Giustizia per chiedere quali siano le misure attuate finora a tutela dell’ambiente e della salute nella cosiddetta “Terra dei fuochi”.

Muroni ha sottolineato nella sua interrogazione che “l’azienda era stata oggetto di ispezioni e controlli ambientali da parte delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco e già passato era stata posta sotto sequestro, perché vi erano stati trovati più rifiuti rispetto a quanto prescritto. Era, infatti, stata accertata la presenza di circa 15 mila tonnellate di rifiuti a fronte delle duemila prescritte”.

Incendio disastro annunciato

L’incendio della Be.ma è in effetti un disastro annunciato, viste le modalità con le quali la società, di certo non un fiore all’occhiello della gestione dei rifiuti, operava. Il caso patologico Be.Ma era già noto, ma questo non è stato sufficiente ad evitare l’ennesimo disastro.

Muroni, già presidente di Legambiente nazionale, ha ricordato che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando ai giornalisti in conferenza stampa a Caserta, al termine della firma in prefettura del protocollo d’intesa sulla “Terra dei fuochi” sostenne: «Da oggi non è più la Terra dei fuochi, ma la terra dei cuori».

Il protocollo d’intesa per la “Terra dei cuori”

Con il protocollo d’intesa sottoscritto il 19 novembre 2018 nella sede della prefettura di Caserta fu definito un piano d’azione mirato contro discariche abusive, roghi e traffici illeciti a tutela della salute dei cittadini e il documento fu  firmato  dal Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, dal Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dal Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, dal Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, dal Sottosegretario al Ministero della Salute, Armando Bartolazzi, dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dal Prefetto di Caserta, Raffale Ruberto, e di Napoli, Carmela Pagano.

“L’obiettivo del protocollo –scrive Muroni – è tutelare la popolazione che vive in questo territorio che conta circa 90 comuni e 3 milioni di abitanti che hanno diritto alla tutela della salute e a un ambiente salubre, attraverso anche la lotta agli incendi nei siti di stoccaggio dei rifiuti”. Di Maio nell’ occasione annunciò la sorveglianza dei siti, l’aiuto dei medici di base con il metodo Epica per il monitoraggio degli indici tumorali, l’intervento dell’ispettorato del lavoro per il controllo delle aziende abusive.

Cosa è stato fatto dalla firma del protocollo?

“A partire dalla data della firma del protocollo – chiede Muroni al governo-  quanto personale appartenente alle forze dell’ordine e ai corpi militari è stato regolarmente impegnato per prevenire, contrastare e reprimere questo gravissimo fenomeno, fatto di discariche abusive e incendi di rifiuti, che in questi anni hanno avvelenato la Terra dei fuochi con grave danno ambientale e per la salute dei cittadini?”.

Muroni chiede anche di conoscere “di quali dati statistici disponga  il Governo, a partire dalla firma del protocollo, in relazione alle indagini condotte per individuare i responsabili dei reati ambientali, nonché il numero dei roghi sviluppatisi nei siti di stoccaggio dei rifiuti e nelle discariche abusive avvenuti a partire dalla firma del protocollo”.

La deputata incalza: “ Sono stati avviati il censimento, la catalogazione e il monitoraggio delle aree sensibili? E’ stato avviato il monitoraggio degli indici tumorali che hanno colpito gli abitanti della «Terra dei fuochi”?

 

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