Politica

La lettera ‘natalizia’ di ‘Uniti per cambiare”

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Il gruppo di minoranza ” Uniti per cambiare” ha scritto una lunga lettera di analisi sulla situazione attuale del comune di Casaluce, qui pubblicata integralmente.

SOTTO L’OMBRELLO DEI NOSTRI AMMINISTRATORI

In tempo di Avvento si esprimono desideri.Vorrei tanto che venisse creata una applicazione per dare voce alle persone e per consentire alle stesse di tutelare, attraverso le proprie denunce, il bene più caro di cui disponiamo:
IL NOSTRO TERRITORIO.
Purtroppo, tuttavia, serpeggia ancora tra i concittadini il timore di segnalare, di protestare, di dissentire da una politica che colleziona fallimenti, che tiene al guinzaglio con false aspettative l’imprenditoria casalucese, che mortifica ogni sana ed onesta iniziativa proveniente da chi, per libera scelta intellettuale, prende le distanze da una politica che in oltre dieci anni, senza soluzione di continuità, ha condotto CASALUCE SULL’ORLO DEL BARATRO.
Vorrei che si restituisse al nostro paese la dignità di cui esso è stato privato, che si tornasse ad un confronto costruttivo di idee, che il deterrente fosse per ciascuno la legge e non la voce grossa e minacciosa del Padrone di turno.
LA DEMOCRAZIA, conquista dell’umanità, rinviene la propria linfa nella libera manifestazione delle proprie idee.
Dunque, onorate il voto che avete espresso e non temete chi è forte con i deboli, ma pavido con i potenti.
Non delegate nel cambiamento, ma siate voi stessi gli artefici di un rinnovamento, non pensate che il paese sia sotto assedio di una squadriglia di scellerati, ma sappiate che esiste una alternativa, uno spazio nel quale le idee possono prendere forma e le istanze possono essere accolte.
Non oscurate le vostre menti per compiacere chi ha fatto del solo benessere individuale l’obiettivo da perseguire a tutti i costi.
Dunque, vi invito a documentarvi, a prendere visione delle delibere, a conoscere l’ammontare degli stipendi dei nostri dirigenti comunali, a prendere parte senza remore alle sedute del Consiglio comunale, nella piena consapevolezza che chi ci amministra è solo la longa manus del cittadino.
D’altro canto, vorrei che i nostri amministratori mi spiegassero dove sono finiti i soldi dei casalucesi (forse interrati nel fognone di corso Vittorio Emanuele!?!), chi sono quei personaggi ambigui che si aggirano senza averne titolo sull’ufficio tecnico, quali sono i progetti e quali i destinatari del servizio civile (che lo ribadiamo non possono sedere dietro gli sportelli degli uffici comunali!!!), perché non si fermano i cantieri abusivi sui terreni agricoli, perché non sono disposti a sedersi ad un tavolo comune per riscrivere il PUC ripartendo veramente da zero, perché le nostre aliquote comunali sono tra le più alte in Campania, perché numerosi bandi che avrebbero potuto dotare Casaluce di impianti di videosorveglianza ed altro sono rimasti inevasi, perché si insiste in una politica da prima Repubblica piantonando l’ingresso della casa comunale, pronti a catturare l’ignara preda, spacciando come favori dei servizi in realtà dovuti perché già lautamente pagati dal cittadino.
Perché il nostro Comune è in DISSESTO, perché a distanza di mesi non vi è risposta alcuna sul forno crematorio, sull’ambito C6, sul campo sportivo sul nuovo cimitero, ecc.
Vorrei che a tali quesiti rispondesse il nostro Sindaco (da solo) al cospetto dei concittadini, capace di articolare un discorso compiuto senza cadere in contraddizione o peggio perché intontito dal solito improvvisato suggeritore.
Tanto non dovrebbe spaventare il Sindaco perché amministratori rodati, con comprovate capacità gestionali della macchina pubblica (loro testuali affermazioni!!!) non temono il confronto con chi – ahimé – non ha frequentato la loro alta scuola di formazione politica.
Questa è una occasione – mi permetto di suggerire al Sindaco – da cogliere al volo per dimostrare, finalmente, che le biforcute lingue che parlano dei “DUE CONSOLI ” hanno torto, che anch’egli ha una mente per pensare, che mai consentirebbe a chicchessia di tirare i fili delle sue scelte politiche.
Insomma, è questo il momento per rivendicare la paternità di ogni fatto e misfatto!
Ma – ahimé – di fronte a tutto ciò cosa fa il Sindaco con la sua allegra brigata?
Fa allestire delle insolite luminarie natalizie: degli ombrelli che, forse, in un pericoloso lapsus freudiano dovrebbero nasconderlo dall’onta di cui si è ricoperto!

Prof. Antonio CUTILLO

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