Cronaca

Maisto (Federsolidarietà): “Chiusura Nco un allarme per tutto il terzo settore”

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La chiusura di Nco allarma il terzo settore e mette in discussione il supporto al modello Ptri. Qui l’analisi e l’allarme lanciato da Ciro Maisto, consigliere regionale delegato ai budget di salute di Federsolidarietà Campania. 

La chiusura di Nco allarme per il terzo settore

L’ annunciata chiusura del ristorante Nco (Nuova cucina organizzata) e quanto sta avvenendo nel mondo delle  cooperative che si occupano di budget di salute, dovrebbe allarmare tutti gli operatori del terzo settore, delle Asl e degli ambiti territoriali. Mettere in discussione la metodologia, vuole dire privare tutti di un importante strumento di lavoro, che in questi anni ha offerto tante valide risposte terapeutiche. La metodologia dei budget di salute è l’esatta sintesi della nuova definizione di ‘salute’  da parte dell’Oms : “La capacità della persona di adattamento e di auto gestirsi di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive”.

Il modello del Ptri continuamente sotto attacco

La presa in carico del soggetto cronico, del soggetto svantaggiato, sotto un profilo veramente globale è diventata ormai una priorità ed una verità scientifica. Focalizzarsi sulla persona, sulla valutazione globale e multidisciplinare dei bisogni, per promuoverne dignità, qualità di vita e salute, ha condotto a traguardi molto importanti. Eppure il modello dei P.T.R.I. sostenuto da budget di salute (DGR Campania 483/12), in questi 20 anni è stato continuamente messo sotto attacco e continua ancora oggi ad essere delegittimato da atti, emendamenti, decreti e delibere di giunta regionale che lo rendono economicamente insostenibile, nonostante si sia ampiamente dimostrato essere un ottimo strumento terapeutico per le persone fragili, ed un’ottima leva di “sviluppo” per le piccole cooperative che attraverso i PTRI sono riuscite a fare “impresa sociale” e in molti casi a valorizzare i beni confiscati in provincia di Caserta.

Non salvare il modello del budget di salute sarebbe il più grande fallimento della nostra Regione

Un modello che ormai anche la vicina Regione Lazio cerca di riprodurre, per la grande versatilità dello strumento nel dare risposte rapide ai bisogni sociali e socio sanitari dei territori. Eppure la Regione Campania, nonostante i campanelli di allarmi lanciati in questi anni dagli operatori del terzo settore, non interviene in maniera decisa per risolvere le criticità denunciate. In tal modo stanno morendo e continuano a morire decine di esperienze virtuose come quella della N.C.O. (Nuova Cucina Organizzata), il che significherebbe il fallimento del sistema Regione, prima ancora che del sistema Budget di Salute. Non tutelare il sistema e non promuoverlo come best-practice vuole dire non tutelare la propria terra e i propri cittadini più fragili. I budget di salute e l’universo dell’impresa sociale che attorno ad essa gira, rappresentano la rara testimonianza di un’ economia sociale vera, in grado di garantire occupazione a oltre 130 delle circa 350 cooperative di tipo B presenti in regione.  Molte di queste realtà stanno chiudendo. Gli enormi ritardi di pagamento accumulati dagli ambiti territoriali (in alcuni casi anche 36 mesi di ritardo), deprimono qualsiasi possibilità di sviluppo delle cooperative, dei territori e delle persone  fragili in PTRI.

Federsolidarietà al fianco di Nco

Eppure grazie al principio dell’abbassamento dell’intensità terapeutica e quindi anche delle rette negli anni, sono proprio i PTRI a generare per le ASL, per gli ambiti e quindi per la Regione un vero e proprio risparmio economico, soprattutto se lo si paragona all’universo delle cliniche private, delle rsa, e dei centri di riabilitazione. Eppure ad essere tutelate restano per lo più proprie quest’ultime. La domanda è spontanea: “Perché, se tra l’altro anche i risultati terapeutici sono premianti nella metodologia dei budget di salute?”. Il consiglio regionale di Federsolidarietà di cui sono consigliere regionale con delega ai budget di salute, è al fianco del Consorzio Nco e delle cooperative sociali sane della provincia di Caserta che da anni lottano e difendono questo modello culturale di intendere i servizi alla persona.

 

Far uscire il sistema socio sanitario dall’immobilismo deve essere la priorità

In questa comune battaglia abbiamo proposto che – come già doveva avvenire – anche i P.T.R.I., da servizi sociosanitari quali sono, fossero inseriti tra quelli per cui le Asl effettuano le anticipazioni ai sensi del decreto della Giunta regionale della Campania n°282 del 2016. Questa, a distanza di 17 anni dall’avvio dell’esperienza Budget di Salute, ci sembra l’unica strada plausibile. Tavoli tecnici ad oggi potrebbero solo servire a migliorare il sistema da un punto di vista metodologico, o per ragionare ad esempio su come questo sistema di cura possa essere applicato anche alle disabilità cognitive gravi. Siamo certi e ci auguriamo che la Regione  riesca attraverso le eccellenti competenze dirigenziali ad individuare le modalità più celeri ed opportune per tutelare ed estendere l’utilizzo della metodologia all’intero territorio campano, nell’idea che la soluzione non risponde ad interessi particolari, ma allo sviluppo delle nostre comunità. Tutti ci dobbiamo sentire chiamati in causa se davvero vogliamo che il sistema socio sanitario campano esca dall’immobilismo in cui per troppi anni è stato relegato.

 

Ciro Maisto

consigliere regionale

Federsolidarietà Campania

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