Cronaca

San Cipriano D’Aversa, nell’ex villa Bardellino non si poteva aprire una caserma dei carabinieri

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San Cipriano D’Aversa, nell’ex villa Bardellino non si poteva aprire una caserma dei carabinieri

“Non c’erano le condizioni per poter realizzare la caserma dei carabinieri. E’ per questo che abbiamo riconsegnato le chiavi. E poi durante il sopralluogo scoprimmo anche dei cunicoli che portavano direttamente sulla strada. I lavori di adeguamento non potevano essere fatti con 300mila euro”. Lo ha detto Vincenzo Sposito, architetto del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche, intervenendo alla consegna delle chiavi in via Casella a Casal di Principe per la trasformazione della villa confiscata alla camorra in un commissariato di polizia.

L’ex palazzo della famiglia Bardellino in via Aquaro a San Cipriano d’Aversa, è stato infatti restituito all’Agenzia del Demanio. L’amministrazione comunale sanciprianese, guidata dal sindaco Vincenzo Caterino, ha deciso di farlo tornare indietro. Eppure, l’annuncio  venne fatto in pompa magna. Nel palazzo con doppio ingresso, di tre piani e di 300metri quadrati a livello con annesso un terreno di 631 metri quadri, la nuova caserma dei carabinieri doveva essere già realtà. Un presidio di legalità, rafforzando l’organico dei carabinieri in forza alla stazione di San Cipriano rilegata in via Giulio Cesare, troppo stretta e poco visibile. La confisca ai Bardellino è del 6 marzo del 2008 ma il campo è ancora quello della speranza.

Affidato ad Agrorinasce, doveva essere la dimostrazione della vittoria dello Stato, visto che si tratta della ex villa di Ernesto Bardellino, fratello di Antonio, il capo dei capi dei Casalesi, ucciso in Brasile nel maggio del 1988 e il cui corpo non si è mai trovato. Il nuovo utilizzo fu annunciato in pompa magna nel 2011.Tra i presenti c’era l’allora colonnello dei carabinieri del comando provinciale di Caserta Crescenzio Nardone, l’ex sindaco sanciprianese, Enrico Martinelli, poi arrestato perché ritenuto il colletto bianco nelle mani della camorra casalese. C’era il provveditore alle Opere pubbliche per la Campania e il Molise, Edoardo Cosenza e l’assessore ai Lavori pubblici della giunta regionale della Campania, Edoardo Cosenza. Al tavolo delle autorità anche il viceprefetto vicario di Caserta, Luigi Armogida e il consigliere regionale del Pdl, Daniela Nugnes. “La caserma sarà pronta tra una decina di mesi”, affermò il colonnello Nardone. E i mesi sono invece, diventati anni. Per l’adeguamento ad uso militare in base alle stime fatte, occorrono almeno un milione e settecento mila euro. Tina Cioffo

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