Cronaca

Processo a ‘don’ Michele Barone, il Teste è indiziato per omessa denuncia

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di Tina Cioffo e Alessandra Tommasino- Il Teste dell’Accusa è indiziato per omessa denuncia. La nuova udienza del Processo all’ex ‘don’ Michele Barone, potrebbe cambiare al posizione del commissario di polizia, Luigi Schettino.

Nuovo colpo di scena nel Processo a carico dell’ex prete di Casapesenna Michele Barone. Il teste Vito Esposito, poliziotto che ha redatto la relazione sulle dichiarazioni di Nicoletta Tramontano, la sorella della minore che sarebbe stata abusata e vessata dal sacerdote durante pratiche esorcistiche, è stato ritenuto indiziato del reato ex art.361 del codice penale. Barone rappresentato dagli avvocati Camillo Irace e Maurizio Zuccaro, è imputato per maltrattamenti, vessazioni ed abuso sessuale anche su due donne.

La controversa relazione e l’omissione di atti di ufficio

L’avvocato Carlo De Stavola, difensore del commissario di polizia Luigi Schettino che per gli inquirenti sarebbe coinvolto nella vicenda, ha ottenuto dal Tribunale l’escussione di Vito Esposito in presenza di un legale, ritenendolo indiziato del reato di omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale. In base alla relazione redatta il 19 febbraio del 2018, quindi quattro mesi dopo i fatti, la Corte ha ritenuto di dover accertare se Esposito sia stato manchevole nell’esercizio delle proprie funzioni, visto che, in base alle dichiarazioni della Tramontano, il poliziotto avrebbe dovuto già procedere. Alla richiesta di De Stavola si era opposta la Procura diretta da Maria Antonietta Troncone, con i pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone del pool dell’aggiunto Alessandro Milita e la parte civile.

Sapevano tutto anche in Questura

Nel corso dell’udienza di stamattina, è inoltre emerso che ad essere informati della vicenda sarebbero stati anche il Commissariato di Aversa e  la Questura di Caserta. Leggendo l’esposto le dichiarazioni della Tramontano sarebbero poi apparse diverse rispetto a quelle che la ragazza, in difesa della sorella più piccola, rese durante la sua testimonianza. La ragazza ha raccontato di come i suoi genitori imputati nel Processo, per curare una reazione psicosomatica della sorellina, l’avevano portata da don Barone, interrompendole le cure e sottoponendola a violenti esorcismi, durante i quali la piccola sarebbe stata maltrattata. Secondo la Procura, l’ex don Michele Barone (a maggio, papa  Francesco, con suprema e inappellabile decisione, ha decretato la dimissione dallo stato clericale) convinceva le giovani donne che erano possedute dal demonio e, una volta carpita la loro buona fede, le sottoponeva a trattamenti disumani e “lesivi della loro integrità fisiopsichica, nonché della loro dignità”.

Il ridimensionamento processuale della posizione di Luigi Schettino

La prossima udienza è stata fissata per il 17 settembre, con la presenza di Esposito rappresentato da un avvocato di fiducia per entrare nel merito del contenuto della relazione. E probabilmente già in quella sede si capirà perché venne redatta a distanza di quattro mesi e perché non emerse subito che Schettino stava seguendo il sacerdote per ragioni di servizio. Punti di domanda che dovranno essere risolti per non avere poi alcun tipo di dubbio sulla ricostruzione dei fatti. La posizione processuale di Schettino che secondo l’accusa avrebbe fatto pressione sulla Tramontano per farle ritirare la denuncia contro Michele Barone, allora ancora don Barone, e di non aver impedito le violenze del prete, in quanto adepto della sua “setta”, potrebbe allora esser ancora di più ridimensionata visto che già ad aprile era stato chiarito che il commissario di polizia non era stato sempre presente alle cosiddette preghiere di liberazione.

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