Cronaca

Video – Invasione di gabbiani a Castel Volturno

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Il video dell’invasione di gabbiani a Castel Volturno è stato ripreso da un agricoltore del posto, mentre lavorava al suo terreno. 

Gli uccelli che invadono il campo coltivato, un vero e proprio assalto documentato attraverso l’utilizzo di uno smartphone. L’invasione di gabbiani a Castel Volturno sta diventando un vero e proprio caso, da quando il video è stato pubblicato. La presenza degli uccelli induce l’autore del video anche ad alcune riflessioni.

“In piena zona dichiarata rossa dal l’Istituto Zooprofilattico per l’alto rischio di contagio di malattie infettive, sembra assurdo mostrare tanta cecità difronte ai veicoli di trasmissione di malattie quali la tubercolosi e la brucellosi come ad esempio possono essere gabbiani, topi, come può essere il randagismo oppure anche la disinfestazione delle strade. Ad oggi nessuna misura è stata attivata dall’Istituto Zooprofilattico nei comuni dichiarati zona rossa tranne che accelerare lo sterminio di bufale mucche e pecore consegnando agli allevatori l’obbligo di abbattere tutti gli animali presenti in azienda anche per quelli che hanno risposta negativa ai test. ad oggi ancora non è chiaro il numero degli animali abbattuti per le forti discrepanze delle percentuali dichiarate”.

Invasione di gabbiani e l’abbattimento delle bufale

L’invasione di gabbiani a Castel Volturno sta facendo discutere proprio per il problema delle possibile malattie infettive, che potrebbero attaccare anche gli animali. Gli abbattimenti di bufale, anche e soprattutto per la questione brucellosi, sono al centro di numerose polemiche negli ultimi anni. Più volte gli allevatori hanno denunciato uno sterminio indiscriminato degli animali, che non ha risolto il problema. Le associazioni di categoria si sono attivate per cercare di difendere gli allevatori e contenere gli abbattimenti, mostrando la possibilità di agire attraverso la scienza ed i vaccini per combattere la brucellosi. Nonostante tutto la questione resta ancora aperta, con gli allevatori che continuano a manifestare tutto il loro dissenso.

 

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