Ambiente

Villa di Briano, sistema di raccolta dei rifiuti è al collasso. Allarme del sindaco: “non differenziare conviene di più”

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di Tina Cioffo– Rifiuti per strada, impianti pronti a chiudere e servizio di raccolta al collasso. La bomba ecologica in provincia di Caserta sta per scoppiare e a Villa di Briano, il sindaco lancia allarme.

Il sistema di raccolta rifiuti è al collasso. I cumuli per strada raccontano solo una parte dello scenario che si va determinando di ora in ora. A Villa di Briano, in provincia di Caserta, è il sindaco Luigi Della Corte a lanciare l’allarme “non passerà molto tempo e vivremo grandi momenti di difficoltà”. Ad ottobre con l’espletamento della gara d’appalto, il Comune affiderà il servizio ad un’altra ditta. Al bando hanno risposto solo in due. Si tratta di un appalto di 4milioni di euro per cinque anni ma il paese ricoperto di immondizia non potrà resistere fino al prossimo autunno. Domani, 20 agosto, scadrà la manifestazione di interesse che ha voluto l’amministrazione comunale per tentare di avere un possibile servizio di raccolta ad agosto, almeno per quello che ne rimane, e a settembre. “Speriamo che qualcuno possa rispondere e assumersi questa responsabilità anche se la vedo dura”, commenta Della Corte. I costi saranno a malapena coperti e poi la ditta che volesse caricarsi del fardello lo farebbe senza alcuna garanzia e con gli impianti bloccati.

Possibilità ridotte all’osso

A settembre sarà chiuso l’inceneritore di Acerra per almeno 40 giorni. Ai Comuni è stata ridotta la quota di smaltimento dell’umido. A Villa di Briano, che è uno dei paesi più piccoli del Casertano, il che la dice lunga sulla situazione di altri Comuni molto più grandi, se prima si riuscivano a conferire 15 tonnellate due volte alla settimana, ora sono stati ridotti a 10 tonnellate e non è escluso che ci possano essere altri tagli. Ma non basta. A pesare sull’intero sistema sempre più confuso e angosciante, ci sono anche i costi. Nel 2016 il costo di smaltimento per l’umido era di 110 euro a tonnellate, poi è arrivato a 180 euro. In provincia di Caserta, ci sono Comuni che pagano 310 euro a tonnellate. Allora quale è il gioco?

Se non differenziare conviene di più

Evidentemente il collasso fa guadagnare i pochi mentre a rimetterci sono i molti e non solo in termini di ambiente e salute ma anche di tasse. Nel caso in cui non si differenziasse, i costi sarebbero paradossalmente ridotti. Per l’indifferenziato pagheremmo solo 110 euro a tonnellate e questo ci obbliga a pensare che si vogliano premiare quelle comunità che in realtà non fanno raccolta differenziata, dice il sindaco di Villa di Briano. La regia di un complotto per far affondare questa parte di Italia non sembra così campata in aria. A Mondragone, i rifiuti per strada sono all’inverosimile. A Castel Volturno l’immondizia è stipata anche fuori agli stabilimenti balneari. La gente è esasperata ed intanto continuano i roghi di ogni tipo di materiale. L’allarme è generale anche perché siamo nel periodo estivo e con l’innalzamento delle temperature già previsto, l’emergenza toccherà i punti più alti.

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