Cronaca

Comitato don Diana e Libera: “Cosa c’è dietro la vicenda de Michele?”

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Cosa c’è dietro la vicenda di Mario De Michele? Qual è il sistema che ha portato ad una tale deriva? Sono alcune delle domande che si sono poste il Comitato don Peppe Diana e Libera Caserta che lanciano allarme su un lato ancora oscuro.




Sono stati a lungo attaccati, offesi e diffamati. Hanno risposto sempre con moderazione perché l’obiettivo è costruire e non distruggere ma sui falsi attentati a Mario De Michele, giornalista di Cesa e fino a ieri direttore di Campania Notizie, la posizione del Comitato don Peppe Diana e di Libera Caserta è netta. “De Michele, ha perso la strada maestra della giustizia e ha pensato di poter sottomettere i principi della legalità”, scrivono. Il giornalista è indagato per calunnia e per detenzione di arma.

Si teme che si nasconda altro, dietro la brutta e triste storia di De Michele. “Nella deriva di De Michele c’è un lato ancora totalmente nell’ombra. È necessario che si trovi la forza dell’abiura che separi il bene dal male, in maniera netta e chiara. Crediamo ma speriamo di sbagliarci, che all’appello manchino registi e attori protagonisti, manchino gli intrecci e una diffamazione organizzata a tavolino. Siamo fiduciosi – dicono le due associazioni- nelle forze dell’ordine, che già ora ringraziamo e che di certo sapranno ricomporre il puzzle.Già altre volte abbiamo sottolineato il rischio di tempi inquinati da accordi poco chiari, da certa informazione non leale e di pericolosi intrecci politico mafiosi: un sistema diventato sempre più sottile e inglobato da una nuova camorra 2.0 che non spara ma uccide con le parole e le delegittimazioni“.

De Michele ha più volte scritto contro il Comitato don Peppe Diana e contro Libera con false ricostruzioni e ora i volontari e gli attivisti, insieme ai cooperatori che gestiscono beni confiscati alla camorra e beni comuni sottratti al degrado, chiedono “che la verità venga ripristinata in modo integrale. Lo si deve alle tante vittime di attacchi sistematici, compiuti con aggressività crescente“. Attacchi che non sono mancati  nei confronti di politici, amministratori, avvocati e giornalisti. Intanto i sindacati dei giornalisti la FNSI e Sugc hanno annunciato la volontà in caso di processo, di costituirsi parte civile. Condanne sono arrivate da più parte, da tutti quelli che si sono sentiti ingannati dalla condotta di De Michele asceso agli onori della cronaca e poi miseramente caduto insieme al suo vice direttore Pasquale Ragozzino.

 

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