Cronaca Reportage

Dramma prostituzione: case chiuse e connection house anche a Villa Literno e Casal di Principe

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di Tina Cioffo e Fabio Mencocco– Si può davvero pensare ad una prostituzione legale? Il ministro dell’Interno, Mattero Salvini tre giorni fa, ha riproposto il tema delle case chiuse ma al di là della questione resta il problema delle donne in vendita anche all’interno delle connection house.

Prostitute a pochi passi da un blindato militare

Vedere le prostitute per strada non è più un’immagine che sorprende almeno non in quei posti dove le vedi da anni. Ce ne sono tante ed evidentemente perché c’è abbastanza mercato, cioè clienti per tutti. Ad Ischitella per esempio ma anche tra Teverola e Santa Maria Capua Vetere, lungo la Domiziana di Castel Volturno. Nei pressi del carcere sammaritano c’è chi si prostituisce in auto e a pochi passi da un blindato dell’esercito di ronda. Quando ci sono i militari, la ragazza resta in macchina anche per salvare quanto meno le apparenze ma quando i soldati si allontanano per il servizio di controllo, la donna giovanissima e bellissima scende dalla vettura e segna il campo per i clienti.

Una scena che non è insolita ma che certo lascia quanto meno interdetti. “Per la verità a volte sono gli stessi agenti delle forze dell’ordine a chiedere dei servizi sessuali e alle ragazze conviene perché così si sentono al sicuro”, ci racconta il ragazzo che abbiamo incontrato e che ci sta aprendo a piccoli passi il mondo della prostituzione. E’ la nostra fonte privilegiata che non possiamo rivelare né minimamente descrivere perché lo metteremmo in pericolo e perché lui vuole restare anonimo per continuare ad aiutare le giovani donne ad uscire dal ‘giro’. Le vorrebbe salvare tutte, spinto da un’esigenza etica che va al di là di ogni spirito ecumenico. Si è assegnato un compito ed è difficile anche per lui stesso, definirne la ragione sa solo che c’è un moto interno che lo spinge ad andare e tornare da Castel Volturno, da Napoli e da Santa Maria Capua Vetere. Difficilmente si fida e probabilmente è per questo motivo che riesce a sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda delle prostitute, visto che anche loro non si fidano.

Le connection house e le case chiuse

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini da qualche giorno ha riproposto il tema delle case chiuse e per lui dinanzi al dilemma di riaprirle oppure no, non ci sono dubbi: meglio la riapertura. Per il nostro uomo salva prostitute, “non ci sarebbe errore più grave”.  “Ne ho conosciute parecchie ma nessuna lo farebbe senza essere costretta da particolari bisogni che possono essere familiari, di violenza, di necessità economica o altro. Non si può ritenere legale qualcosa che non lo è”, dice ‘Mister x’.

Eppure una sorta di case chiuse in Italia già esistono e sono le connection house. Le case all’interno delle quali ci sono prostitute solo per uomini di pelle nera. Ci sono donne dedicate ai loro connazionali per lo più lavoratori nel campo dell’edilizia e dell’agricoltura. Una sorta di ricovero sicuro per chi vende e per chi compra e alle donne delle connection house non è concesso fare del sesso con dei bianchi e per la verità questi non sono neppure ammessi. Nelle connection house trovi la zona relax e piccoli punti vendita di prodotti africani, ovviamente senza alcuna autorizzazione neppure per somministrare cibo e bevande che si consumano su dei tavolini sistemati alla meglio con delle sedie bianche in plastica che all’occorrenza vengono impilate, per fare spazio.

Le connection house di Casal di Principe e Villa Literno

E’ così una di quelle che si trovano a Casal di Principe in una traversa di via Circumvallazione. Quando la porta è aperta e solo per pochi minuti, l’interno si intravede quasi senza problemi. Che sia frequentata lo si comprende anche dalle biciclette parcheggiate nel cortile. Per molti uomini, la due ruote è l’unico mezzo a disposizione per spostarsi da un posto all’altro. La strada è piena di buche che quando piove si riempiono di acqua. Stessa scena si ripete a Villa Literno, poco dopo essere entrati nel paese e svoltando a sinistra per imboccare una stradina cieca. Non sono molto lontane l’una dall’altra ma certo riescono a servire due zone diverse. Cosa poi ci sia lungo via Delle Dune, nelle villette di fronte ad un distributore di benzina, fra Villa Literno e Castel Volturno non riusciamo a saperlo. “Erano abitate da molti nigeriani e ho visto entrare anche persone slave (zingari) forse corrieri di armi”, racconta la nostra fonte, ma la domanda resta aperta, anche perché: “dentro non sono mai riuscito ad entrare“.

 

 

 

 

 

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