Cronaca

Ndrangheta, interdittive antimafia e revoca di licenze per infiltrazioni a Verona e Como

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Ndrangheta, interdittive antimafia e revoca di licenze per infiltrazioni nel nord Italia. E’ quanto sta accadendo con l’intento di arginare l’attività della criminalità che punta ad impadronirsi del tessuto economico.

A Verona, il prefetto Donato Cafagna, ha emesso un provvedimento interdittivo antimafia nei confronti della “Adige Costruzioni SRL”, società costituita nel 2017, perché esposta a rischi di condizionamento da parte della criminalità organizzata, per collegamenti con gruppi di matrice ‘ndranghetista operanti nella provincia scaligera e in altre aree del nord e del sud Italia. La decisione è stata avviata in seguito alla richiesta di iscrizione nelle “White List” da parte della stessa società. “Gli accertamenti svolti – informa la Prefettura – hanno messo in luce un intreccio societario tra imprese che dietro un’apparente legalità sono risultate tutte, direttamente o indirettamente, riconducibili allo stesso assetto proprietario attraverso un sistema di intestazioni fittizie”. Di questa rete societaria, ancora all’attenzione per ulteriori risvolti e accertamenti da parte del Gruppo Interforze Antimafia, fa parte la “Garda Costruzioni SRL”, interdetta dalla Prefettura di Mantova a seguito dei controlli sui cantieri per i Mondiali “Cortina 2021”, e ad essa è collegata la “Sefonarf SRLS”, interdetta dalla Prefettura di Cosenza.

A Como, il questore ha revocato la licenza di un bar di Cirimido e ha sospeso per 90 giorni della licenza ad un altro bar di Cadorago, locali, gestiti da incensurati, ma che di fatto gli investigatori ritengono fossero gestiti da membri delle famiglie colpiti dall’operazione “Cavalli di razza” contro la ‘ndrangheta. Il provvedimento nasce dal testo unico di pubblica sicurezza che impone sospensioni e revoche delle licenze ai locali dove sono avvenuti disordini o che siano ritrovi abituali di persone pericolose: secondo quanto emerso dalle indagini condotte in collaborazione tra polizia, carabinieri e Guardia di finanza, nei due locali della Bassa comasca si sono svolti incontri e patti d’affari tra esponenti malavitosi. È la prima volta che un provvedimento del genere viene emesso in provincia di Como.

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