Cronaca

Peppe, un’anima bella

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Alessandra Tommasino

Aveva vissuto la vita celebrandola. Sempre a modo, mai una parola fuori posto. Con la sua giacca, i bracciali colorati al polso, il ciuffo che gli copriva gli occhi, Giuseppe Tammaro era un’anima bella.

Dalla penisola sorrentina, dove si era trasferito seguendo l’amore della sua vita, Deborah De Riso, oggi è ritornato a Casaluce in una bara. Una comunità incredula e straziata dal dolore lo ha accolto nella chiesa “Santa Maria ad Nives” per l’ultimo saluto. Giuseppe aveva scoperto di avere un grave tumore al polmone, aveva cominciato a curarsi sottoponendosi alla chemioterapia, ma la diagnosi era nefasta.

Non ha voluto vivere lo strazio del poco tempo che gli restava e così domenica ha deciso di uscire dalla casa di Castellamare di Stabia, dove viveva con Deborah e le sue due figlie, ha preso la Circumvesuviana direzione Seiano, è arrivato a destinazione e si è buttato giù da un ponte di 60 metri.

La famiglia aveva lanciato immediatamente l’allarme temendo fin da subito un gesto disperato. Dopo poche ore, il ritrovamento del corpo senza vita.

Peppe era così e il modo in cui se n’è andato, in fondo, rispecchia l’indole di un uomo che non conosceva vie di mezzo, che viveva passioni, emozioni, dolore, tutto sempre fino in fondo.

Amava la poesia, la sua delicatezza d’animo lo portava ad apprezzare le belle parole e parlava sempre a bassa voce. I suoi alunni, lui da qualche anno docente, lo adoravano.

Tante serate trascorse insieme davanti ad una birra, due chiacchiere  fra un discorso impegnativo e un po’ di frivolezza. Quegli amici che hanno condiviso con lui la bellezza della sua compagnia, oggi, avevano tutti gli occhi in lacrime. L’incontro con Peppe, quando tornava a Casaluce, era sempre pieno di gioia e di buoni propositi per il futuro. 

Aveva compiuto solo un mese fa 52 anni. “Il mio compleanno è facile da ricordare, è in sequenza: sono nato il 4 /5/67”, diceva spesso sorridendo.

Peppe ha scelto la forma di morte per lui più simile all’amore. Onore alla sua memoria, alla sua storia di galantuomo, al padre che mostrava con orgoglio le foto delle sue bellissime figlie.  All’uomo che amava il mare, che la terra gli sia lieve!

 

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