Il bullismo scolastico non è sparito: è sempre più diffuso e le nuove leggi del 2025 introducono strumenti concreti per prevenirlo.
Il suono della campanella non sempre significa sicurezza. Per molti studenti tra gli 11 e i 19 anni, la scuola è un luogo dove subire atti offensivi, esclusione o violenza psicologica è fin troppo abituale: un rischio spesso sottovalutato, ma presente e invasivo. Con il 2025 in corso, i numeri lo dimostrano e lo Stato risponde con leggi aggiornate.
Dati 2025: bullismo e cyberbullismo restano allarmanti
L’ultimo report nazionale consegna numeri preoccupanti: il 68,5 % dei giovani tra gli 11 e i 19 anni ha vissuto almeno un episodio di bullismo, online o offline, nell’ultimo anno. Di questi, il 21 % lo ha subito con frequenza mensile, e l’8 %addirittura con cadenza settimanale. Più di un ragazzo su cinque è coinvolto attivamente in dinamiche di sopraffazione.
Nel dettaglio, i giovanissimi (11‑13 anni) risultano i più esposti (23,7 %), con una lieve prevalenza tra i maschi rispetto alle femmine (21,5 % contro 20,5 %). Le offese verbali colpiscono oltre la metà degli studenti, e quasi il 14 % degli adolescenti le riceve più volte al mese.

Il cyberbullismo mostra una crescita costante: il 34 % dei ragazzi ha subito vessazioni online almeno una volta, mentre il 7,8 % parla di episodi mensili. Anche qui, i maschi risultano leggermente più colpiti delle femmine (8,9 % contro 6,6 %).
Le situazioni più critiche riguardano gli studenti con background migratorio: quasi il 27 % degli alunni stranieri denuncia atti di bullismo sistematici, contro il 20 % dei coetanei italiani.
Un quadro normativo rinnovato: cosa cambia dal 2025
Il 2025 segna un cambio di passo. Dopo l’approvazione della legge 70/2024, che aveva ampliato le tutele contro il bullismo in ambito scolastico, è entrato in vigore il decreto legislativo n. 99/2025, pubblicato ufficialmente il 1° luglio e operativo dal 16 luglio.
Tra le novità principali: il potenziamento del servizio nazionale “Emergenza Infanzia 114”, attivo 24 ore su 24 per raccogliere segnalazioni, offrire supporto psicologico e guidare le famiglie nei percorsi di intervento.
È stato inoltre istituito un sistema biennale di monitoraggio gestito dagli enti statistici nazionali per valutare l’andamento dei fenomeni, identificare i fattori di rischio e individuare gli strumenti più efficaci di contrasto.
A livello di prevenzione, il decreto prevede fondi dedicati per campagne di sensibilizzazione rivolte a scuole e famiglie: 150.000 euro sono stati già stanziati nel 2024, con ulteriori 144.000 euro programmati per l’anno in corso.
Il nuovo assetto normativo stabilisce anche un maggiore coinvolgimento delle famiglie attraverso richiami diretti alla responsabilità genitoriale da parte dei fornitori di servizi online. Infine, viene aggiornato il codice di condotta scolastico, introducendo esplicitamente il tema del bullismo e del cyberbullismo tra i contenuti educativi da affrontare obbligatoriamente nel percorso formativo.
È lecito chiedersi se oggi le scuole siano davvero pronte a proteggere i ragazzi da fenomeni così pervasivi. I numeri del 2025 raccontano una realtà difficile, ma finalmente accompagnata da strumenti operativi e risorse concrete. Il cambiamento, però, non avverrà per decreto: richiede formazione continua, ascolto attivo e comunità educanti unite. Solo così l’aula potrà tornare ad essere uno spazio sicuro per crescere, imparare e stare insieme, senza paura.