Emergenza rifiuti, alla Caritas di Aversa sindaci e associazioni

Alessandra Tommasino

Sindaci e associazioni presenti all’incontro promosso dalla diocesi di Aversa sull’emergenza rifiuti attesa con lo stop del termovalorizzatore di Acerra. L’iniziativa, coordinata da Stefano Di Foggia, ha visto la partecipazione del vescovo di Acerra monsignor Di Donna e del procuratore aggiunto Napoli nord Domenico Airoma.

Mirra: “Per anni è stato detto ‘no’ a ogni tipo d’impianto”

“Ancora un’emergenza rifiuti? Ma no…”: oggi a raccolta nella sede Caritas di Aversa, amministratori comunali e associazioni per fare un focus sugli scenari che si apriranno con lo stop al termovalorizzatore di Acerra. Ad aprire i lavori il sindaco di Santa Maria Capua Vetere Antonio Mirra, che da presidente dell’ente d’ambito Ato Caserta ha rimarcato l’importanza di avviare “un percorso culturale che sia in grado di innalzare le quote di rifiuti differenziati e ridurre l’indifferenziato”. “Purtroppo siamo in queste condizioni perché per anni è stato detto no a ogni tipo d’impianto e oggi il risultato è che non abbiamo nella nostra provincia la possibilità di smaltire un solo chilo di umido”, ha sottolineato Mirra.

Vescovo di Acerra: “Due sono le sfide: la difesa della salute e la lotta contro le ecomafie”

Durissimo l’intervento del vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna: “L’emergenza era preannunciata da tempo, l’A2A aveva detto almeno da un anno che avrebbe chiuso il termovalorizzatore a settembre e oggi ci aspetta uno scenario deprimente che abbiamo già visto in passato”. Di Donna non ha risparmiato l’affondo sulle politiche della Regione.

“Questo è il fallimento del piano regionale dei rifiuti, dov’è? Chi l’ha visto? Possibile che non ci sia un’alternativa all’inceneritore? II siti individuati poi sono ancora una volta Giugliano e Acerra, si continua a far ricadere la crisi su territori che hanno già pagato un prezzo altissimo. Questo è profondamente ingiusto, iniquo. Acerra deve essere città crocifissa? Almeno riconoscetelo, almeno ci date la medaglia d’oro”. Di Donna ha evidenziato come sarebbe più equo realizzare siti si stoccaggio in ogni comune e ha puntato il dito contro la città di Napoli. “ Diciamocelo chiaramente – ha detto – noi paghiamo soprattutto Napoli che non fa la differenziata”. Per De Donna la prima sfida è la salute, la seconda è la lotta alle ecomafie.

Procuratore Airoma: “Spesso i Comuni sono costretti a rivolgersi agli stessi soggetti”

All’ incontro, coordinato da Stefano Di Foggia della Caritas diocesana, ha preso parte anche il procuratore aggiunto di Napoli nord Domenico Airoma.

“Nel nostro territorio ci sono situazioni allarmanti e lì dove c’è il focolaio di maggiore esposizione al rischio quello è il territorio che riteniamo vada aggredito per primo anche sotto il profilo dell’attività giudiziaria”, ha affermato il magistrato. “Non dobbiamo utilizzare la criminalità organizzata come schermo per coprire responsabilità di imprenditori disonesti e cittadini non educati”, ha aggiunto Airoma, che ha anche fatto riferimento al comportamento di alcune amministrazioni: “Spesso i Comuni sono costretti a rivolgersi agli stessi soggetti, che magari tolgono i rifiuti dalla strada e risolvono il problema, ma in questo modo non si fa altro che danneggiare le comunità. Abbiamo alimentato una mentalità fatta di assenza di ogni senso del limite”.

Solino: “Qui abbiamo il ciclo ‘disintegrato’ dei rifiuti”

Dall’ iniziativa promossa è stata lanciata l’idea di un Forum territoriale delle amministrazioni e delle associazioni per la promozione di prassi virtuose da adottare nei comuni. Un Forum che si va ad aggiungere ad altre esperienze già in atto fra coordinamenti e osservatori nati dalla necessità di fare rete per fronteggiare il problema.

All’incontro sono intervenuti, fra gli altri, i sindaci di Aversa e Cesa, Alfonso Golia e Enzo Guida, il coordinatore di Rete di cittadinanza e comunità Vincenzo Tosti, il già senatore Lucio Romano, il dirigente del settore Ambiente della Provincia Gianni Solino. Solino ha rimarcato l’esigenza di lavorare per il “ciclo integrato dei rifiuti”. “Gli impianti sono necessari, non si può più rinviare, visto che nella nostra provincia, purtroppo, abbiamo il ciclo ‘disintegrato’ dei rifiuti e ad approfittare delle emergenze è sempre il malaffare, non solo i camorristi, ma anche i corrotti”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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