Germania: “Dobbiamo essere in grado di affrontare una guerra entro il 2029″

“Entro il 2029 dobbiamo essere capaci di affrontare una guerra”. La Germania non si fida di Putin e vuole essere pronta ad affrontare un eventuale conflitto

L’invasione russa dell’Ucraina ha sconvolto lo scenario europeo e, secondo le principali agenzie di intelligence occidentali, Vladimir Putin potrebbe non fermarsi ai territori controllati da Kiev.

Per questo motivo la Germania intende migliorare la propria prontezza operativa e rendere l’esercito pronto entro il 2029 per un eventuale conflitto tra NATO e Federazione Russa.

La Germania si prepara a un conflitto contro la Russia entro il 2029

“Dobbiamo essere in grado di affrontare una guerra entro il 2029. In uno scenario serio abbiamo bisogno di donne e uomini in grado di difendersi e che possano difendere questo Paese”. Lo ha detto al Bundestag il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, sottolineando che non si debba pensare che Putin si fermerà in Ucraina.

“Dobbiamo fare deterrenza per evitare che si arrivi al peggio”. I tre pilastri della difesa sono: “personale, materiale e finanze. Perciò ritengo necessarie nuove forme di servizio militare e presenterò presto delle proposte” anche per quanto riguarda le forme di obbligatorietà, ha aggiunto.
Boris Pistorius, ministro della difesa della Germania
Boris Pistorius, ministro della difesa della Germania – ANSA – Ireporters.it
Già a novembre dell’anno scorso Pistorius aveva proclamato la capacità bellica o “l’essere pronti alla guerra” come la “massima” da seguire operativamente nella politica di difesa tedesca.
Proprio oggi poi il governo di Berlino ha approvato una nuova strategia di difesa in caso di crisi e conflitti che include “le misure e le strutture necessarie per garantire l’indipendenza e la sovranità della Germania”.
Lo riferisce l’agenzia Apa citando Pistorius e la ministra dell’interno tedesca, Nancy Faeser. Le linee guida assicurano che tutti i principali attori – dalle forze armate alle organizzazioni di soccorso, fino alle autorità di protezione civile – possano svolgere i loro ruoli in tempi di crisi.
“Puntiamo sulla sicurezza integrata. Tutti i livelli statali devono collaborare strettamente”, ha detto Faeser. “Abbiamo strettamente intrecciato la difesa militare e civile”, ha sottolineato Pistorius facendo riferimento a “un’aggravata situazione di minaccia: nel cyberspazio, con droni sopra le proprietà delle forze armate, campagne di disinformazione e sabotaggio classico”.
Un “piano operativo per la Germania” attualmente in fase di elaborazione dovrebbe stabilire “chi deve assumere quale compito in quale scenario di crisi”. Le linee guida complessive per la difesa approvate oggi sostituiscono le corrispondenti regolamentazioni del 1989.
Quali principali novità, i ministeri evidenziano l’attenzione alle minacce provenienti dal cyberspazio e alla guerra ibrida al di sotto della soglia di un attacco militare. Viene inoltre sottolineato fra l’altro il ruolo della Germania come “hub” per il dispiegamento delle truppe Nato nel cuore dell’Europa. 
Pistorius ha inoltre sostenuto la necessità di una nuova forma di servizio militare che non sia completamente priva di obblighi: in Germania, attualmente, la leva è sospesa dal 2011, ma queste dichiarazioni suggeriscono che potrebbe essere reintrodotta.
Inoltre il governo federale ha adottato un nuovo documento di difesa militare e civile, sostituendo quello del 1989, che stabilisce le responsabilità della Bundeswehr, delle organizzazioni umanitarie e delle autorità di difesa civile in caso di disastri e guerre.
Il testo affronta anche temi come gli sviluppi tecnologici, le minacce informatiche e la guerra ibrida: “L’aggressione russa ha cambiato completamente la situazione della sicurezza in Europa, soprattutto per i nostri partner orientali dell’UE e della NATO, come gli Stati baltici, ma anche per le minacce ibride come gli attacchi informatici, lo spionaggio e la disinformazione”, ha spiegato il ministro dell’Interno, Nancy Faeser, sottolineando l’importanza di una maggiore preparazione e del rafforzamento della protezione dei civili, in aggiunta alle misure delle autorità di sicurezza e alla difesa militare.
I ministri delle Finanze dell’UE hanno riaffermato il “fermo sostegno all’Ucraina” e restano “fermamente impegnati ad aiutarla a soddisfare le sue esigenze di finanziamento”, lo ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe dopo una riunione virtuale in formato inclusivo.

 

Ricordata l’unanimità Ue per destinare a Kiev le entrate straordinarie generate dagli asset russi, si è “mostrato apprezzamento per l’impegno costruttivo con i partner del G7 a questo riguardo e pieno sostegno affinché esso continui”. I ministri “valuteranno nella riunione di giugno la necessità di ulteriori discussioni dopo il vertice del G7 in Puglia”.

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