Incendiavano cassette di plastica usate per la frutta, tre persone arrestate

Arrestate tre persone con l’accusa di aver dato fuoco a rifiuti provenienti dall’attività agricola. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa si complimenta con le forze dell’ordine

Roghi di rifiuti, tre arresti a Grazzanise

Roghi nella Terra dei Fuochi attraverso la combustione di cassette di legno e in plastica usate per la frutta. Con questa accusa i Carabinieri forestali di Caserta, e quelli di Marcianise, coadiuvati dai militari della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, hanno arrestato tre soggetti, G.P., G.S. e A.A.F., ritenuti responsabili, a vario titolo e con distinte modalità comportamentali, di combustione illecita di rifiuti e di trasporto dei medesimi in funzione del loro successivo abbruciamento.
All’arresto si è giunti nell’ambito di una indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

Indagine nata dal sequestro di un’area adiacente al mercato ortofrutticolo di San Tammaro

In particolare l’indagine ha preso piede dal sequestro avvenuto alla fine dello scorso anno di un’area adiacente al mercato ortofrutticolo di San Tammaro , che G.P.
utilizzava per attività illegale di raccolta, trattamento e commercializzazione di rifiuti, costituiti da imballaggi per prodotti ortofrutticoli, cassette in plastica ed in legno.
A partire da allora è stato accertato che l’uomo violava materialmente i sigilli di Stato all’ingresso dell’area sequestrata. In buona sostanza G.P., avvalendosi della materiale collaborazione di altri suoi dipendenti soprattutto di origine straniera, svolgeva l’attività abusiva di raccolta, trasporto e commercializzazione degli imballaggi per prodotti ortofrutticoli, gestendo i relativi rifiuti, procedendo al loro illegale smaltimento mediante l’accensione di “roghi tossici” in zone a vocazione agricola con potenziali conseguenze sulla salubrità dei prodotti ortofrutticoli coltivati.

Rifiuti incendiati in un terreno a Grazzanise

Nello scorso fine settimana i Forestali hanno deciso di intervenire verificando che, ancora una volta, in area adiacente al mercato ortofrutticolo di San Tammaro, uno degli autocarri sequestrati continuava ad essere utilizzato da G.P. per il trasporto dei rifiuti. Il pedinamento dell’autocarro ha condotto i militari in una zona rurale di Grazzanise, fino a raggiungere un’area di circa 700 mq adiacente un’azienda agricola dove un altro complice, A.A.F., alimentava il fuoco acceso in cinque fusti di ferro proprio con i rifiuti costituiti da cassette di legno in disuso ed altro materiale plastico.
La presenza di un voluminoso cumulo di cenere e di altri svariati fusti di ferro colmi di ceneri, era sintomatica di precedenti combustioni. Erano anche presenti nell’area accatastamenti di cassette in legno impilate, del volume di metri cubi 300 circa, verosimilmente pronte per essere vendute, nonché cumuli di cassette in plastica per circa metri cubi 400.

Arresti domiciliari per tre persone

Infine, su una superficie di circa 3150 metri quadrati insistevano ulteriori cumuli di cassette in plastica ed in legno poste alla rinfusa anch’esse pronte per essere bruciate. L’area, comprensiva dei rifiuti descritti, veniva sequestrata e si procedeva all’arresto in flagranza di reato di G.P., anni 54, residente a Santa Maria C.V., di S.G., di anni 37, domiciliato a San Tammaro e di A.A.F., di anni 53. Per tutti sono scattati gli arresti domiciliari.

I complimenti del ministro dell’Ambiente Costa

“L’operazione del Nucleo investigativo di Polizia ambientale, agroalimentare e forestale a Grazzanise, in provincia di Caserta, è un vero e proprio colpo contro gli eco-criminali responsabili di aver appiccato roghi tossici nella Terra dei fuochi. Complimenti ai Carabinieri Forestali che hanno operato nell’ambito di un’indagine più ampia, diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa in un comunicato.

La combustione in bidoni di ferro per trattenere il fumo

La combustione illecita dei rifiuti, spiega la nota del Ministero, costituiti da cassette in plastica, in legno e in cartone, è avvenuta nell’area adiacente un’azienda agricola di Grazzanise, in provincia di Caserta. Per non destare attenzione, la combustione è stata fatta in bidoni in ferro, che trattengono il fumo. I bidoni già pronti per la combustione, contenenti cassette in plastica in disuso, e le notevoli quantità di ceneri rinvenute dai militari che hanno operato sull’area sono stati testimonianza di come si ricorresse, in maniera reiterata, alla tecnica criminale dello smaltimento illecito dei rifiuti mediante l’accensione dei cosiddetti “roghi tossici”.
Il contrasto di questo fenomeno costituisce uno dei principali obiettivi dei Carabinieri Forestali, del Reparto specializzato dell’Arma in materia ambientale, e rientra nelle priorità della Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere.

“Conosco bene gli ecocriminali, che in passato ho arrestato”

“Non abbasseremo mai la guardia sui roghi tossici, specialmente nella Terra dei fuochi – conclude il ministro Costa -. I criminali dell’ambiente e i loro giri di malaffare vanno smascherati. Conosco bene gli eco-criminali, che in passato ho arrestato: persone senza scrupoli disposte ad avvelenare la propria terra pur di racimolare profitti. Chi inquina deve pagare: il disegno di legge ‘Terra mia’ prevede misure come il Daspo proprio per chi inquina”.

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