Non tutto lo yogurt scaduto va buttato: se ben conservato può essere ancora sicuro, anche nei dolci. Ecco come capirlo.
Quante volte ti è capitato di trovare un vasetto di yogurt dimenticato in frigo, superata la data di scadenza? È un dubbio che prima o poi riguarda tutti: lo butto o lo mangio? Soprattutto se è scaduto da pochi giorni e sembra ancora normale. La buona notizia è che lo yogurt è un alimento fermentato, quindi più stabile di altri, ma serve comunque attenzione per evitare rischi per la salute. Abbiamo raccolto le indicazioni della dietista e tecnologa alimentare Francesca Barberi, che aiuta a fare chiarezza tra allarmismi e buon senso.
Mangiare yogurt scaduto: quando è ancora sicuro e quando invece è meglio evitarlo
Mangiare yogurt scaduto non è automaticamente pericoloso, spiega l’esperta. Tutto dipende da quanti giorni sono passati dalla scadenza e da come è stato conservato. Se sono trascorsi solo due o tre giorni e il vasetto è sempre stato in frigorifero a circa 4°C, con confezione integra, è molto probabile che sia ancora commestibile. Lo yogurt, infatti, grazie alla fermentazione, mantiene una buona stabilità anche oltre la data indicata.
La dottoressa Barberi consiglia di osservare, annusare e assaggiare un cucchiaino: se l’aspetto è normale, l’odore non è alterato e il sapore non è eccessivamente acido, si può mangiare senza problemi. Al contrario, se noti muffe, liquido separato in modo anomalo, odori sgradevoli o confezione gonfia, è meglio non rischiare. Questi sono segnali evidenti di deterioramento.

In particolare, superata la soglia dei 5-7 giorni dalla scadenza, lo yogurt può diventare instabile e favorire lo sviluppo di batteri patogeni, soprattutto se mal conservato o esposto a sbalzi di temperatura.
Nel caso in cui venga consumato uno yogurt deteriorato, i sintomi principali riguardano l’apparato digerente: nausea, diarrea, crampi addominali, vomito. In alcune situazioni possono comparire anche febbre ed emicrania. Si tratta in genere di una reazione a contaminazioni batteriche, che possono svilupparsi se il prodotto è molto oltre la scadenza, è stato tenuto a temperatura ambiente o ha mostrato alterazioni visibili.
I soggetti più fragili, come bambini piccoli, anziani o persone immunodepresse, devono prestare particolare attenzione, perché anche minime contaminazioni possono generare effetti più seri.
Per questo motivo, l’aspetto visivo e olfattivo dello yogurt è fondamentale: se ha cambiato colore, presenta macchie di muffa, ha un odore acido o rancido, oppure se il vasetto appare gonfio, significa che è avvenuta una fermentazione secondaria indesiderata e il prodotto va buttato subito.
Yogurt scaduto nei dolci: quando puoi usarlo in cucina senza rischi
Una domanda frequente è se lo yogurt scaduto possa essere usato per cucinare, ad esempio in torte, ciambelle o muffin. La risposta è sì, ma con attenzione. Se lo yogurt ha superato da pochi giorni la data di scadenza, è stato ben conservatoe non presenta segni di deterioramento, può essere utilizzato in cottura senza problemi.
La cottura ad alte temperature, infatti, elimina eventuali batteri, rendendo l’alimento sicuro. Anzi, molti chef utilizzano yogurt leggermente acido proprio per ottenere una maggiore morbidezza nei dolci. Tuttavia, se il prodotto è scaduto da più di una settimana o mostra anche solo un minimo segno di alterazione, è meglio non rischiare nemmeno in forno.
Ricorda: dopo la data di scadenza, il produttore non garantisce più la presenza dei fermenti vivi né la stabilità del prodotto. Questo non significa che diventi tossico da un giorno all’altro, ma che la responsabilità passa al consumatore, che deve valutare visivamente e olfattivamente lo stato del prodotto.
In sintesi, lo yogurt scaduto può essere ancora sicuro se consumato entro pochi giorni e ben conservato, ma va controllato con cura prima di essere mangiato. Osservalo, annusalo, assaggialo con cautela. Mai fidarsi alla cieca. In caso di dubbio, meglio non rischiare: la salute vale più di un vasetto salvato. Per chi ama cucinare, invece, lo yogurt “quasi scaduto” può diventare un alleato perfetto nei dolci da forno, ma solo se ancora integro e non alterato.