Inseguendo la dolcezza, Justina la cake design di Castel Volturno

E’ la storia di una ragazza africana che voleva l’Italia per imparare a cucinare. Justina, sogna di aprire una pasticceria e di poter vendere le torte che ora fa per gli amici. Arrivata con un programma di Amnesty International ora vive a Castel Volturno.

di Tina Cioffo

I colori, il gusto e le forme delle sue torte fanno festa ed è per questa ragione che chiunque abbia un motivo o voglia di festeggiare pensa a lei, a Justina la cake design di Castel Volturno. “Non ho ancora un mio shop ma mi piacerebbe molto poterne aprire uno e far assaggiare tutti i miei dolci”. L’orgoglio e la speranza, sono di Justina Otubo di origini nigeriane, arrivata in Italia nel 2013 seguendo un programma di Amnesty International, un Movimento globale di persone che lavora per promuovere e difendere ovunque diritti nel mondo.

La sua storia, non racconta violenza così come spesso capita, la sua non è una fuga da qualcosa ma una corsa verso il nuovo. “Seppi della possibilità di poter lasciare il mio paese, da un amico di mio fratello e la colsi al volo, volevo studiare l’arte culinaria in Europa e l’occasione mi fu data arrivando in Italia”. Ha studiato l’Istituto Alberghiero ad Acqui Terme e dopo il diploma ha lavorato per un anno e mezzo in un ristorante. Scaduto il progetto, il contratto non le viene però rinnovato e così a febbraio del 2015, si trova a dover decidere guardando dinanzi a sé il bivio dettato dal desiderio e dalla necessità. Scelse di seguire il cuore e di raggiungere il fidanzato che oggi è suo marito e che lavorava già tra Napoli e Caserta.

“Avrei voluto imparare a cucinare altri piatti a Napoli ma non ne ho avuto l’opportunità. Questo però non mi spaventa perché non sappiamo mai quali siano i progetti di Dio per noi. Abbiamo un destino e non possiamo sapere in anticipo cosa ci riserva il futuro”, osserva Justina con una inviabile calma ed una evidente incrollabile fede. Chissà forse uno chef, gustando le sue torte potrebbe decidere di investire su suo talento ed è per questo motivo che Justina non perde occasione per continuare a studiare e formarsi.

Al Polo sociale per migranti gestito dal Consorzio Nuova Cooperazione Organizzata, ha frequentato anche la scuola di business e si tiene pronta per ogni evenienza, esercitandosi e guidando le sue mani a muoversi in una specie di danza tra dosi di zuccheri, creme ed impasti. Nei suoi dolci, c’è voglia di riscatto e le sue torte a due o tre piani pare parlino del desiderio di gettare il cuore oltre l’ostacolo. È una combattiva ed è proprio con quest’animo che ogni anno cucina leccornie per la manifestazione Castel Volturno antirazzista. A Castel Volturno mi trovo bene ma probabilmente non è la scelta migliore se penso all’educazione dei miei figli. I giovani hanno bisogno di fare esperienze, di conoscere luoghi e persone e con le difficoltà che abbiamo a Castel Volturno diventa complicato anche andare dall’altra parte del paese”, dice Justina madre di due bambine ed un ragazzo. Dal razzismo si è dovuta difendere più di una volta ma questo non ha contaminato la sua fiducia nel prossimo. “In giro per il mondo ci sono persone diverse, ci sono quelli cattivi e ci sono quelli buoni io cerco di mantenermi alla larga dai primi e di considerarli per quello che sono perché ho l’assoluta certezza che nella vita incontriamo sempre, quelli che sono angeli inviatici da Dio per incoraggiarci ad andare avanti”. Un vademecum di bontà che certamente le serve per proseguire tra sogni da realizzare e realtà da affrontare.

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