Nando Dalla Chiesa scrive a difesa di Luigi Gaetti che rischia la carica di sottosegretario

di Tina Cioffo- Nando Dalla Chiesa scrive a difesa di Luigi Gaetti che rischia la carica di sottosegretario all’Interno. Lo chiama ‘galantuomo’ e rivela la donazione alla ricerca sulle mafie.

Il professore Nando Dalla Chiesa scrive a difesa di Luigi Gaetti, che da sottosegretario del Ministero dell’interno rischia di uscire completamente dal nuovo Governo. In ballo ci sono altri nomi, altre responsabilità e anche polemiche. Lo chiama ‘galantuomo’ mettendone in evidenza le doti umani che lo hanno indotto a donare la liquidazione parlamentare alle ricerche sulla mafia. E’ arrabbiato il professore milanese e non lo nasconde. Non si tira indietro dinanzi alla necessità di dire la propria in un momento cruciale per i nuovi equilibri politici.

Gaetti e Dalla Chiesa

Gaetti è un medico e Dalla Chiesa è un professore, i due potrebbero avere interessi diversi ma sono accomunati dal desiderio di veder sconfitta la mafia e di farlo sul terreno della comprensione. Per disinnescare i processi mafiosi bisogna conoscerli e la ricerca a questo serve. Se un uomo della politica decide di stare dietro le quinte eppure di essere spina nel fianco delle lobby, è chiaro che la novità diventa dirompente. E’ di questo che parla Dalla Chiesa nel suo sfogo affidato alle pagine web del suo blog. Non è giudizio sul suo operato da sottosegretario o almeno non solo, è una disamina umana di un uomo che da medico ha deciso di sedere nei banchi del parlamento ma di farlo per un periodo limitato, continuando ad essere quello di sempre.

L’istinto a manifestare le proprie idee

“Avrete notato – scrive il professore, figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa- che da mesi non intervengo sulle vicende politiche. Penso chi è impegnato come me su temi specifici e cerca di cambiare il mondo dall’università, abbia un solo imperativo: svolgere sempre meglio e sempre più incisivamente il proprio lavoro di acculturazione e sensibilizzazione. Soprattutto in periodi incerti e scivolosi come questi”. Ma poi qualcosa gli ha fatto cambiare idea. Lo chiama istinto.

Gaetti ha donato la liquidazione parlamentare alla ricerca sulla mafia

“Dunque se adesso mi viene l’istinto di intervenire alle due di notte è perché vengo a sapere che ci sarebbero difficoltà insormontabili a confermare come sottosegretario all’Interno Luigi Gaetti (in foto), dei 5 Stelle. La faccio breve: Gaetti è un medico, ha lasciato (lui davvero) il parlamento dopo un’ottima esperienza come vice di Rosy Bindi alla Commissione parlamentare antimafia, dimostrando di non tenere alla poltrona e di non essere sensibile al fascino dello spassoso “mandato zero”. Difficilmente in politica ho conosciuto galantuomini come lui, capaci fra l’altro di devolvere tutta la liquidazione parlamentare a ricerche sulla mafia nella sua provincia (Mantova) e in quelle limitrofe. Capace (visto ancora a Palermo il 3 settembre) di andare a dibattiti senza pretendere di parlare, anzi tirandosi indietro.

E poi le domande dirette a chi dovrebbe avere orecchie per ascoltare e penna per decidere

Amici miei – chiude Dalla Chiesa- io avevo capito che il governo si rifaceva per cambiare gli equilibri politici, non per mandare via i migliori del partito che era già al governo. Via i più seri e affidabili? Via i galantuomini? E in quel settore, beni confiscati ecc? Ma quando la si finirà di farsi del male, accidenti?

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