Roma, la lista delle conquiste del liceo Visconti fa discutere

Cinque studenti del prestigioso liceo Visconti del centro storico di Roma hanno reso pubblici i nomi delle ragazze con cui hanno avuto relazioni, rianimando il dibattito sull’educazione sessuale e affettiva nelle scuole

Lunedì, sulla porta di una classe del celebre liceo classico Ennio Quirino Visconti di Roma – considerato uno dei migliori della città – è stata affissa una lista di nomi di ragazze, molte delle quali minorenni.

Una docente ha notato l’elenco e ha chiesto spiegazioni: gli è stato risposto che era una lista di conquiste, ovvero delle ragazze con cui alcuni studenti maschi dicono di aver avuto relazioni private di vario tipo, dal bacio al rapporto sessuale.

La preside della scuola, Rita Pappalardo, è stata informata dell’accaduto e ha autorizzato un’assemblea scolastica straordinaria, su richiesta del collettivo femminista del liceo “Visconti in rosa”, per discutere dell’incidente.

La lista delle conquiste al liceo Ennio Quirino Visconti di Roma fa discutere

Durante l’assemblea, sono intervenuti anche i cinque studenti del quinto anno che avevano redatto la lista, ammettendo di aver capito il loro errore e scusandosi. Ora, però, si discute sui provvedimenti da prendere, e secondo Repubblica alcune famiglie coinvolte si starebbero “attivando con gli avvocati”.

I cinque ragazzi stanno per affrontare l’esame di maturità, quindi tra qualche settimana non saranno più studenti della scuola. La preside ha raccontato a Repubblica che potrebbe sospenderli brevemente come gesto simbolico, oppure chiedere un abbassamento del loro voto in condotta e invitarli a partecipare alle attività di un’associazione antiviolenza.

Studenti all'ingresso del liceo Visconti di Roma
Studenti all’ingresso del liceo Visconti di Roma -(ANSA/Angelo Carconi) – Ireporters.it

 

Dopo l’assemblea, “Visconti in rosa” ha scritto in una nota che il fatto che sia stata “affissa una lista, scritta dagli stessi ragazzi menzionati in essa, i quali arbitrariamente hanno esplicitato, e affiancato ai loro, i nomi delle ragazze con cui avevano avuto relazioni private” è “un grave episodio che non deve passare inosservato”.

Il collettivo ha poi chiesto alla dirigenza della scuola di cogliere l’occasione per riflettere sulla necessità di introdurre nuove attività di educazione sessuale e affettiva: “Questo atto non solo rappresenta una grave mancanza di rispetto verso la dignità delle ragazze coinvolte, ma il fatto che gli autori si siano sentiti liberi di esporre pubblicamente tale lista evidenzia una mancanza di consapevolezza della gravità del loro gesto e la presunzione di una legittimità nel compierlo”, ha dichiarato il collettivo.

Da tempo si discute a livello nazionale sulla necessità di migliorare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane, specialmente a seguito di alcuni episodi di violenza e femminicidi compiuti da uomini molto giovani.

L’Italia è uno dei pochi paesi europei, insieme a Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia e Romania, dove l’educazione sessuale non è obbligatoria per legge. Attualmente, molte scuole organizzano attività di educazione affettiva, ma queste iniziative sono spesso frammentate e talvolta incontrano l’opposizione dei docenti, che non vogliono rinunciare alle proprie ore di lezione, o dei genitori, preoccupati per i temi trattati.

La questione è stata sollevata non solo da “Visconti in rosa”, ma anche da vari esponenti politici di centrosinistra, tra cui la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.

“Un atto sessista gravissimo quello avvenuto al liceo Visconti di Roma. Inaccettabile veder esibita la lista delle ‘ragazze trofeo’ in un luogo di inclusione come la scuola. Non basta la condanna, voglio esprimere solidarietà e vicinanza alle studentesse che hanno visto il proprio nome su quella lista e apprezzamento per le parole della dirigente scolastica, che ha detto con chiarezza oche l’episodio non può essere ridotto ad una semplice goliardata. Un atto come questo è la conferma di quanto sia necessario un lavoro culturale, anche all’interno delle scuole. Bisogna inserire l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, ad ogni livello, per costruire una società libera da stereotipi e violenza di genere” Così la deputata democratica, Michela Di Biase.

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