Nicola Schiavone: “la catena doveva spezzarsi”

“Ho iniziato a collaborare con la giustizia perché i miei peccati non li dovevano pagare i miei figli, i miei nipoti e i figli dei loro figli. Dopo me, mio padre, i miei zii e cugini, era una catena che dove spezzarsi”. Ha parlato così, al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Nicola Schiavone motivando la sua decisione di diventare un collaboratore da luglio 2018, abbandonando la sua storia criminale che lo ha visto coinvolto fin dai primi anni di vita. Nicola Schiavone, arrestato il 15 giugno del 2010, è il figlio di Francesco Schiavone alias Sandokan ex capoclan dei

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Magistrati conniventi con la mafia nigeriana, l’Anm risponde a Forza Nuova

La marcia di Castel Volturno dei militanti di Forza Nuova, che ha incrociato anche i gruppi di sinistra, innescando le reazioni del sindaco Dimitri Russo hanno portato anche a a quelle della Sottosezione dell’Anm di Santa Maria Capua Vetere che indicano le espressioni del leader di FN, Roberto Fiore come di “inaccettabile gravità”. Fiore a Castel Volturno, la reazione dei magistrati Durante l’incontro dello scorso 27 gennaio il leader di FN Fiore, aveva puntato il dito contro i “pezzi corrotti della magistratura, che stanno distruggendo la nostra nazione”. Proprio i magistrati dell’Anm di Santa Maria Capua Vetere, attraverso una nota,

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Processo Zagaria. Schiavone in aula: “Zara come Renato Natale, fuori dal sistema”

Collegato anche l’ex capo del clan dei Casalesi, Michele Zagaria, che in video conferenza ha fatto sapere di non essere stato informato dell’udienza, tenuta presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che vede imputati anche l’ex sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria. E’ cominciato il processo al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sulle infiltrazioni del clan nel Comune di Casapesenna, che vede come imputati l’ex sindaco di Casapesenna, Fortunato Zagaria, Luigi Amato e Michele Zagaria ex capoclan dei Casalesi. I tre sono accusati di violenza privata aggravata dal metodo mafioso. In aula è presente anche Nicola Schiavone, figlio di

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Il caso Petrella: “Mio padre un eroe senza giustizia”

Parla il figlio di Luigi Petrella ucciso nel 1999 dopo aver indicato il covo di alcuni latitanti- Abbandonati dallo Stato che non ha riconosciuto i loro parenti vittime innocenti di camorra, sono tanti i casi in Campania di familiari che non solo hanno dovuto subire la perdita di un caro, ma che sono visti rigettare dal ministero dell’Interno, l’istanza di riconoscimento come vittima innocente. Per questo in giornata i familiari hanno voluto far sentire la propria voce incontrandosi a casa don Diana a Casal di Principe, in cui il comitato don Peppe Diana, Libera e coordinamento casertano vittime innocenti di

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Asl Caserta: rilancio del territorio, il marchio di salute e recupero beni

Tre progetti lanciati dall’azienda sanitaria, c’è anche un marchio di qualità della salute, oltre al recupero di aree come il parco della Maddalena Una collaborazione scientifica per rilanciare il territorio e rimettere al centro delle politiche la persona e alla sua salute, valutando budget di salute, ambiente e l’appropriatezza della prescrizione di psicofarmaci. Stamattina all’Asl di via santa Lucia ad Aversa i termini della collaborazione fra Azienda Sanitaria e l’Irccs Mario Negri con l’interessamento della Regione Campania nelle persone di Stefano Graziano presidente della Commissione Sanità e Sicurezza Sociale e di Gennaro Oliviero presidente della Commissione Ambiente, Energia e Protezione

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Azienda con interdittiva ancora al lavoro

di Antonio Pisani Il caso della Termotetti fra ricorsi e sospensive. Può un’azienda finita al centro di un’indagine per tangenti e appalti pilotati, per di più interdetta per camorra, continuare a lavorare sul territorio in cui la camorra da sempre controlla le attività economiche? Sì, senza alcun problema, e se anche la prefettura del posto mette i bastoni tra le ruote, basta rivolgersi al Tar e poi cambiare, con l’aiuto di qualche commercialista “colletto bianco”, denominazione e sede sociale. E’ il caso della Termotetti, azienda di Gioia Sannitica, paesino dell’Alto-Casertano, divenuta nota nel settembre 2016 quando scattò il blitz della

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Dopo 10 anni un lavoro sicuro

di Tina Cioffo Regalo di Natale sotto l’albero, a Casal di Principe la vigilessa vincitrice di concorso Vince il concorso come vigile e spazza via dieci anni di precariato. È accaduto a Consiglia Conte agente di polizia municipale che da gennaio sarà nelle strade di Casal di Principe.”Non so più quanti Comuni ho girato, in 10 anni ho perso il conto ma ora finalmente la speranza si è materializzata”, ha detto Conte 46enne di Castellammare. La sua storia sembra un felice regalo di Natale. L’incarico a tempo indeterminato è quello che sognava da tempo, per avere la stabilità economica necessaria

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Casa e ville confiscate a Michele Zagaria, riutilizzo a metà

di Tina Cioffo Il recupero dei beni confiscati alla famiglia di Michele Zagaria, è ancora un punto interrogativo Che fine hanno fatto i due immobili confiscati a Michele Zagaria? Sono stati utilizzati per dimostrare che la parte buona vince sempre? La risposta questa volta non è ‘sì’ ma nemmeno ‘no’. Il riutilizzo sociale è avvenuto a metà. In un territorio a metà tra Casapesenna e San Cipriano d’Aversa, di beni confiscati riferenti all’ex capoclan dei Casalesi oggi ergastolano ce ne sono due. Il primo per lungo tempo è stato sede di una filiale del Banco di Napoli, poi dismessa. Molto

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Uccisa a Falciano del Massico, chi era Concetta Salomone

di Fabio Mencocco e Alessandra Tommasino Una vita spesa per il lavoro nei campi e la famiglia, un marito e quatto figli, tre femmine ed un maschio. Il ritratto che viene fuori di Concetta Salomone, la donna di 63 anni uccisa a Falciano del Massico nel cortile a due passi dalla sua abitazione, è quello di una donna comune con problemi di tutti i giorni. Chi la conosceva, parla di un nucleo familiare con diversi problemi, soprattutto di natura economica.Concetta, da sempre dedita al suo lavoro di bracciante agricola, ha cresciuto i suoi ragazzi con sacrificio ed amore. La donna,

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Donna ritrovata morta nei pressi dell’abitazione, orrore nel casertano

A fare la scoperta una vicina che rientrava in casa Orrore a Falciano del Massico dove una donna, Concetta Salomone di 63 anni, bracciante agricola, è stata ritrovata in una pozza di sangue e con varie contusioni al viso ed alla testa. La scoperta è stata fatta questa mattina all’alba da una vicina di casa che stava rientrando nella propria abitazione nei pressi di piazza San Pietro, in via Castelluccio, ed ha notato il corpo della vittima a terra, che presentava una violenta ferita alla testa che molto probabilmente ne ha causato la morte. L’aggressione dovrebbe essere avvenuta intorno alle

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Furto a San Cipriano. Picchiato il padre, legati i figli

Legati, picchiati e imbavagliati, un vero e proprio incubo quello vissuto durante la notte tra giovedì e venerdì da una famiglia di San Cipriano d’Aversa, nel casertano. Ad aggredirli sono stati un gruppo di ladri, entrati in casa in un’azione militare per impossessarsi di soldi e preziosi. I ladri avevano un accento dell’Est Europa. I figli legati, il padre picchiato L’intrusione è avvenuta nella notte in una delle abitazioni di San Cipriano d’Aversa, in via G. Belli e chi ha agito lo ha fatto agendo come un militare, con passamontagna, guanti in lattice in un’azione coordinata che ha portato quattro

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Moscati ad Aversa. Emergenza in radiologia, mancano i medici

Ad Aversa si dovrebbero essere tre tecnici e due medici per turno, ma con carenza di personale si referta anche Sessa Aurunca E’ emergenza medici e tecnici all’ospedale Moscati di Aversa, dove il reparto di radiologia si trova in carenza di personale, ma allo stesso tempo deve refertare non solo gli esami strumentali fatti ad Aversa, ma anche quelle che arrivano dal San Rocco Sessa Aurunca, dove c’è una situazione altrettanto grave, tanto che i medici a disposizione non riescono a coprire tutti e tre i turni previsti. La radiologia e la carenza di personale Normalmente per l’ospedale di Aversa,

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Sessa Aurunca, muore in ospedale. Denuncia dei familiari

Anche i medici del San Rocco avevano chiesto l’autopsia E’ morto all’ospedale San Rocco di Sessa Aurunca, dove era arrivato pochi giorni fa in condizioni drammatiche, l’agente di polizia penitenziaria Ivano Fontaniello, 47 anni di Sparanise. Sul suo decesso è stata aperta un’inchiesta, scaturita dalla denuncia che la famiglia dell’uomo ha sporto ai carabinieri di Sessa Aurunca. La cartella clinica è stata sequestrata e la salma sarà adesso sottoposta ad autopsia. La denuncia dei familiari I familiari, colpiti dal terribile lutto, chiedono che venga fatta chiarezza e che siano accertate eventuali negligenze del personale medico.Lo stato di salute dell’uomo era

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Castel Volturno, Russo: “Fiore ci dica il suo titolo di studio, servono impiegati”

di Alessandra Tommasino Il sindaco replica a Fiore, che annuncia l’occupazione del Comune “Lo aspettiamo con piacere, venga pure!”: il sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo, commenta così l’annuncio di Roberto Fiore, il leader di Forza nuova che ha affermato di voler occupare il Comune se entro un mese non sarà risolto il problema della mafia nigeriana. Fiore ha attaccato duramente l’amministrazione comunale che a suo dire non avrebbe agito secondo le sue possibilità. Con il personale ridotto all’osso, scarsità di fondi, forze di polizia che registrano una gravissima carenza di uomini e mezzi, il sindaco Russo ha accolto l’annuncio

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Forza Nuova, Fiore: “Pronti ad occupare il Comune di Castel Volturno”

di Alessandra Tommasino Dito puntato contro ” pezzi corrotti della magistratura”. Circa trenta gli attivisti di Forza nuova che hanno accolto oggi pomeriggio, a Castel Volturno, il loro leader Roberto Fiore. Pressappoco uguale il numero degli esponenti di sinistra, referenti di varie associazioni e sindacati, che hanno atteso i manifestanti cantando “Bella ciao”. Fiaccole alla mano e bandiere svolazzanti hanno contraddistinto il breve corteo di Forza nuova, che ha inneggiato all’orgoglio nazionale. Solo al passaggio davanti al municipio, dove si erano spontaneamente radunati gli esponenti della sinistra, si è registrata un po’ di tensione, ma nulla ha lasciato presagire un

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Lgbt, Diana: “Coming out in aumento, nonostante tutto”

di Tina Cioffo “Continuiamo a fare coming out, ora c’è anche Libero che dice che siamo aumentati ed è il segno che lo stigma verso il mondo Lgbt, nonostante i pregiudizi e le discriminazioni, sta calando“. A parlare è Bernardo Diana, presidente del movimento Lgbt della provincia di Caserta. Il commento che volutamente sceglie la via dell’ironia si riferisce al titolo in prima pagina del quotidiano Libero “C’è poco da stare allegri- Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay”. Il giornale deve chiaramente parlare ad un target di lettori ben definito ma l’informazione dovrebbe sentire più forte la responsabilità

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Fumo e Tabacchi, ritorno al passato

di Tina Cioffo Che esista un’associazione criminale dedita al commercio illegale di tabacchi lavorati esteri dall’est Europa verso l’Italia è un dato di fatto. Che il contrabbando di sigarette, anche nazionali, abbia ripreso forza e mercato è indubbio. Che la vendita ‘al dettaglio’ dei contrabbandieri di sigarette passi per la maggior parte delle volte quasi totalmente inosservata ed impunita, è purtroppo innegabile. Il fenomeno è trattato diversamente a seconda delle ricadute. Le indagini, anche degli ultimi giorni del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria del Gico di Napoli e coordinate dalla Direzione Distrettuale di Napoli hanno scoperto i canali internazionali utilizzati

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Don Ciotti:”Beni confiscati, non siamo sereni”

di Tina Cioffo “Ci hanno detto che non dobbiamo preoccuparci e che se mai i beni confiscati andranno in mani cattive, gli saranno tolti nuovamente ma non riusciamo a starcene tranquilli. Sarebbe stato molto meglio tentare di mettere a regime un sistema per recuperare le ex proprietà della mafia, della camorra e della ndrangheta. Vigileremo e non ci faremmo distrarre, perché al valore del riutilizzo sociale dei beni confiscati ci crediamo fin dall’inizio e sin da quando abbiamo promosso la legge per destinare alla collettività quegli immobili dei mafiosi”. L’allarme è stato lanciato, questa mattina ad Aversa, da don Luigi

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